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Henri ROUSSEAU ~ Il Doganiere ✿

Henri Rousseau (Laval, 1844 – Parigi, 1910), detto il Doganiere (perché come mestiere lavorava al dazio di Parigi ) è stato un pittore francese importante, considerato uno dei primi artisti naïf della storia dell'arte.  Questo impiego lo accompagnerà fino al 1893 e sarà il tempo e il luogo dove maturerà il suo desiderio di divenire un pittore e caratterizzerà la sua identità nel mondo artistico con il soprannome di Rousseau il Doganiere.
Raggiunge una certa personalità nel 1890 con il suo conosciuto Autoritratto-Paesaggio dall'evidente stile naïf ai suoi esordi (semplice e ingenuo con un'accezione per molto tempo ironica e negativa; una critica persistente che lo seguirà fin dopo la morte).
Col passare del tempo si assiste ad un'evoluzione del suo stile, che diventa più attento alle proporzioni, alla prospettiva e alla distribuzione della luce, meno piatta ed irregolare rispetto al passato: mentre nelle prime opere si ha una descrizione minuziosa di dati realistici, fissati sulla tela ignorando le relazioni prospettiche, nelle opere mature Rousseau realizza uno spazio bidimensionale che, insieme al colore irreale, trasforma i personaggi in miti ed emblemi, negando e superando la conoscenza razionale del tempo e dello spazio.
Negli ultimi anni della sua vita la sua visione da sogno e da favola viene compresa da alcuni intellettuali che iniziano una rivalutazione critica, apprezzando l'atmosfera da fiaba popolare delle sue giungle.
La pittura di Rousseau rappresenta un'esperienza significativa nella cultura figurativa dell'avanguardia francese. Pittore all'apparenza ingenuo e incolto, è invece partecipe dei fermenti innovativi della sua epoca, tanto che i primi elogi gli vengono da Guillaume Apollinaire, Odilon Redon, Paul Gauguin, Robert Delaunay, Georges Braque e Pablo Picasso.
Continua a dipingere e ad esporre con scarso successo commerciale, tanto che è quasi sempre oppresso dai debiti, fino alla morte che avviene il 2 settembre 1910 all'Hôpital Necker di Parigi, dove era stato ricoverato in seguito a un malore. Era rimasto vedovo due volte. Dei tanti figli, tutti avuti dalla prima moglie, solo una figlia gli sopravvisse.





















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